Durante il mio percorso di studi in farmacia, nella bacheca universitaria vidi la locandina di una scuola di omeopatia che mi incuriosì molto. Ero sempre stata refrattaria ad approcciare materie ritenute (da altri) poco scientifiche, tuttavia una compagna mi disse che aveva appena frequentato il corso di un anno per farmacisti da loro proposto e ne era entusiasta. 

In tutti gli ambiti di possibile applicazione della chimica avevo trovato con soddisfazione solo certezze: una reazione può avvenire o non avvenire, una polvere si scioglie o non si scioglie. In seguito le materie di studio iniziavano a vertere su terreni ben più ignoti. Gli aspetti legati alla patologia ed alla farmacologia implicavano un’interpretazione sullo stato della malattia della persona le cui cause apparivano, ad un’analisi più o meno approfondita, non correlate al 100% oppure ignote. 

Ops…e adesso? Il mio patrimonio genetico tedesco protestava.

La bimba vivace e curiosa che è in me per fortuna era ancora vigile e presente e mi suggeriva infinite domande sulle possibili cause delle ‘malattie’ che non potevano essere soddisfatte dalle risposte ricevute, laddove disponibili. Un pò come quando da piccola volevano farmi credere che mi si cariavano i denti perché non li lavavo, ma io li lavavo sempre!

In più, durante una lezione in cui si stava parlando dell’occhio, osai chiedere al professore delle informazioni riguardo all’iridologia, ma questi, anziché rispondere con un semplice e pulito “Mi dispiace non ne ho esperienza”, s’incendiò come una miccia e, guardando fisso nel vuoto in fondo alla classe, enunciò con fare rabbioso e intollerante qualcosa di simile: “Tali cialtronerie scientificamente non dimostrate sono solo pericolose menzogne!”. I suoi lineamenti erano tesi, la sua voce strozzata e tremante, non doveva avergli fatto molto piacere il mio intervento mosso da una sana curiosità.

Da quell’esperienza ho compreso diverse cose:

  • ogni percorso di studi era strutturato con un campo d’azione, gli altri erano esclusi e dovevo andarli a cercare altrove in quanto non vi era collaborazione né comunicazione fra i diversi domini che indagano l’essere umano in tutti i suoi aspetti fisici, psichici e filosofici.
  • Ognuno di noi porta nel corpo delle mine inesplose di energia caricate in chissà quali esperienze scioccanti del passato, pronte ad esplodere in rabbia o violenza in ogni istante. Mi chiedevo se tale energia potenziale potesse essere sfruttata per qualcosa di utile; trovai la risposta anni dopo durante la mia formazione di Counseling e nel lavoro alchemico su di sé.
  • Il rigore nell’attenersi ad un ambito di studio specifico permetteva comunque di seguire un nesso logico (per il livello di logica disponibile in ogni utente)  che favoriva la comprensione di quella parte di verità a livelli sempre più piccoli della materia. L’uomo è strutturato, dall’estero all’interno, in apparati, tessuti, cellule, molecole, atomi, elettroni e vuoto. Grazie a questo vuoto misterioso, la vocina curiosa in ognuno di noi può suggerire le domande giuste da porci per “andare oltre”, anziché accontentarsi di risposte parziali. Che noia, altrimenti: niente curiosità, niente evoluzione! Cercare fino a far collassare la mente in qualche paradosso è qualcosa di meraviglioso!

I dubbi della mente e l’insoddisfazione viscerale che sentivo nel corpo mi spinsero a iscrivermi a quel corso di omeopatia a Genova. Il mio primo volo per “andare oltre”.

Scarica il pdf gratuito Omeopatia, scoperta ed evoluzione al link seguente o nell’apposita sezione :

https://labiologiedelavie.com/testi-gratuiti/

Vai all’introduzione del percorso: 

“Benessere: conoscenza e percezione” dove potrai conoscere e approfondire le discipline naturali.

Buona lettura!

Sonia 

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